NORMA EN 1125:2008

Nuova norma europea per i dispositivi di uscita antipanico marcati CE, entrata in vigore dal 01/01/2010 sostituendo la precedente norma EN 1125:1997 + A1:2001.
La norma specifica i requisiti per la fabbricazione, le prestazioni e le prove dei dispositivi per le uscite antipanico azionati meccanicamente mediante barra orizzontale e progettati appositamente per l’utilizzo in una situazione di panico sulle vie di fuga.


La conformità  CE del dispositivo di uscita antipanico ai requisiti della norma, deve essere dimostrata mediante prova iniziale di tipo e controllo di produzione eseguita dal produttore sotto la sorveglianza continua da parte dell’organismo di certificazione.

Requisiti prestazionali e di sicurezza

  1. La scelta di un dispositivo dipende da un analisi del rischio del suo impiego, previsto sulle porte installate sulle vie di fuga.
  2. Per le uscite antipanico sono previsti solamente dispositivi rispondenti alla norma EN 1125 che consentono di uscire in qualunque momento, mediante una sola operazione della barra orizzontale, che inoltre non necessitano di alcuna conoscenza preventiva del funzionamento del dispositivo e che l’apertura avvenga anche in condizioni di porta sottoposta a carico. Tali requisiti simulano infatti le forze che potrebbero essere applicate da persone in preda al panico.
  3. Un dispositivo per uscite antipanico, deve essere progettato in modo tale da aprire una porta dall’interno in ogni momento e in meno di 1 secondo.
  4. I materiali di un dispositivo per le uscite antipanico devono essere adatti a consentirne il funzionamento a temperature comprese tra -10° e + 60°.
  5. Deve essere verificata l’idoneità all’uso su porte tagliafuoco/tagliafumo, che si raggiunge solo superando una prova di resistenza al fuoco condotta su entrambi i lati della porta in conformità alla EN 1634-1.
  6. É estremamente importante che un dispositivo antipanico non sia usato sull’insieme di una porta tagliafuoco il cui tempo di resistenza al fuoco è maggiore di quello per il quale il dispositivo è stato approvato.
  7. Per ridurre il rischio di intrappolamento delle dita e/o il blocco del dispositivo sono prescritte delle verifiche da effettuare mediante ispezione visiva e misurazione con adeguati calibri.
  8. Gli spigoli ed angoli che potrebbero provocare lesioni alle persone devono essere arrotondati.
  9. Un dispositivo per uscita antipanico che azioni aste verticali superiori ed inferiori (esempio anta passiva), deve assicurare che la eventuale manipolazione dell’asta inferiore non faccia azionare quella superiore.
  10. La controbocchetta montata sopra il pavimento, deve avere un altezza non superiore a 15 mm e deve essere smussata in direzione della via di fuga.
  11. La lubrificazione periodica deve essere possibile senza smontare il dispositivo.
  12. Per consentire l’applicazione su porte con massa oltre i 200 kg e con dimensioni dell’anta oltre 1320 x 2520 mm sono richieste ulteriori prove da effettuare in condizioni più severe.
  13. La durabilità di un dispositivo antipanico viene classificata con il grado 6 (100.000 cicli) e con il grado 7 (200.000 cicli). Per le ante passive il grado 6 corrisponde a 10.000 cicli e il grado 7 a 20.000 cicli.
  14. La presenza di un comando dall’esterno (chiave, cilindro, maniglia a leva, pomolo ecc.) non deve, in alcun modo, impedire l’azionamento del dispositivo antipanico dall’interno.
  15. Un comando dall’esterno diverso da quelli previsti dal produttore del dispositivo antipanico non è da considerare conforme alla norma.
  16. Un comando dall’esterno previsto dal produttore del dispositivo, può essere ad azionamento manuale od elettrico (es. elettromaniglia o serratura con attivazione elettrica della maniglia).
  17. I materiali che costituiscono il dispositivo antipanico, non devono contenere o rilasciare sostanze pericolose oltre i limiti previsti dalle norme europee o in qualsiasi regolamento nazionale.
  18. Un dispositivo per le uscite antipanico deve essere fornito con istruzioni chiare e dettagliate per l’ installazione e la manutenzione, compreso l’elenco di tutti gli elementi che sono stati collaudati e approvati per l’uso del dispositivo e che possono essere forniti in confezione separate.
  19. É fondamentale che un dispositivo per le uscite antipanico sia installato come definito dal produttore e provvisto di componenti debitamente compatibili.
  20. Normalmente la barra orizzontale dovrebbe essere installata ad una altezza compresa tra 900 e 1100 mm dal livello del pavimento finito, quando la porta è in posizione di chiusura. Nel caso in cui si sappia che la maggior parte degli occupanti dei locali è rappresentata da bambini, si dovrebbe considerare di ridurre l’altezza della barra.
  21. Una volta installato il dispositivo, le istruzioni vanno consegnate all’utilizzatore, che dovrà conservarle ed utilizzarle per le necessarie operazioni di manutenzione.
  22. Per garantire le prestazioni in conformità alla certificazione è necessario effettuare i controlli di manutenzione ordinaria ad intervalli non maggiori di un mese, verificando periodicamente che tutti i componenti del sistema siano ancora conformi all’elenco dei componenti forniti all’origine.

 

 

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